L'inglese per il turismo, il web e la pubblicità!

Siamo davvero sicuri che l’inglese che utilizziamo per la nostra attività e per la nostra pubblicità sia la scelta giusta?

Molto spesso incontriamo siti e pubblicità (cartacee o online), che utilizzano un inglese scorretto, quasi sempre perchè tradotto letteralmente dall'italiano all'inglese. Questi errori possono risultare molto controproducenti per l'attività che stiamo andando a promuovore, in quanto non trasmettono la serietà e la fiducia che ci si aspetta da un'azienda, qualora un cliente strananiero sia intenzionato ad acquistare un prodotto o un pacchetto dal sito di quest'ultima. Per fare un paragone, probabilmente chiunque di noi avrebbe più difficoltà ad ssumere del personale che presenta presso la nostra azienda un curriculum disordinato e grammaticalmente scorretto. Un sito o una pubblicità infondo, rappresenta il nostro curriculum, il biglietto da visita che presentimo al grande pubblico europeo e mondiale.


Ma facciamo un passo indietro. Vogliamo proporvi oggi un video che farà riflettere molti sull'utilizzo che si fa in Italia della lingua inglese. In questo intervento, in scena al TEDxMilano, Annamaria Testa, docente universitaria esperta di comunicazione e di creatività, discute alcune delle contraddizioni che sorgono nel momento in cui si utilizza l'inglese senza conoscerlo, o nel momento in cui si mischiano più lingue. L'intervento che vi proponiamo è un po' lungo, dura circa venti minuti, ma la simpatia di Annamaria Testa e l'interesse dei contenuti rendono la visione leggera e divertente.

Come possiamo dedurre, non sempre la scelta della lingua inglese risulta essere vincente.


Prima di tutto è importante verificare che quello che stiamo comunicando sia grammaticamente e culturalmente corretto. Infatti, come abbiamo visto e sentito, spesso il problema non è solo la scorrettezza grammaticale, ma anche la contaminazione culturale che, come sostiene Annamaria Testa, “toglie senso a ciascuna".


Spesso le attività commerciali, e le persone in generale, utilizzano la lingua inglese con l’obiettivo di arrivare ad un più ampio bacino d’utenza, o semplicemente perché l’inglese è “di moda”. Ovviamente, nel momento in cui la nostra attività ha un target che va al di là della nostra nazione, la lingua inglese è d’obbligo, ma per i restanti casi, é davvero necessaria? A questa domanda proviamo a rispondere utilizzando un’indagine Eurobarometro del 2012. Secondo questa indagine infatti, più del 60 per cento degli italiani non sa esprimersi in un’altra lingua diversa dall’italiano. In questo caso quindi, se la nostra azienda vive e produce in Italia, l’utilizzo della lingua inglese potrebbe non avere il risultato sperato, ossia ampliare i destinatari del messaggio che vogliamo lanciare.

Le pubblicità e gli slogan delle grandi aziende non vengono tradotte in Italia, come in altri paesi, ma restano in inglese. Per fare alcuni esempi: Nokia “connecting people”; LG “Life is good”; Vodafone “Life is now”; Adidas “Impossible is nothing”; Campari “Red passion”; Heineken “Sounds good”; McDonalds “I’m lovin’ it”. Non tutti però colgono al volo il messaggio.


Ad ogni modo, quello su cui vogliamo portare l’attenzione, non è tanto il diffuso utilizzo dell’inglese in Italia, quanto piuttosto la scorrettezza di molte parole, frasi o addirittura nomi di aziende. Non è raro incontrare alcune palesi sviste che, per chi ha una scarsa conoscenza dell’inglese risultano ovviamente invisibili, ma che fanno sorridere chi l’inglese lo conosce bene o i madrelingua. Un’ azienda dovrebbe assicurarsi che i messaggi pubblicitari, o gli avvisi stampati e affissi all’interno della propria attività, siano corretti e facili da capire.

Una delle maggiori difficoltà, nasce proprio dal fatto che spesso noi italiani traduciamo letteralmente dall’italiano all’inglese, come se bastasse riportare il messaggio con parole inglesi per risolvere il problema. E’ ovvio che ogni lingua ha la sua particolare terminologia e struttura, quindi la traduzione letterale rischia di farci fare delle brutte figure. Non sono, la lingua italiana infatti è famosa per essere uno degli idiomi più retorici e ridondanti, e che spesso per questo motivo può indurre a preoccuparsi eccessivamente della forma. Questa però è una delle sue specifiche peculiarità. La peculiarità delle lingua inglese invece, è quella di essere breve, coincisa, diretta, senza troppi giri di parole. L’inglese insomma, va subito al punto. Due lingue opposte che possono far sorgere problemi se tradotte letteralmente. Anche l’inglese tradotto letteralmente infatti in italiano rischia di sembrare scortese e freddo, lontano dal nostro tipico calore espressivo.

Ogni azienda aspira ad utilizzare l’inglese in quanto questa lingua è sinonimo di internazionalità, affidabilità, avanguardia di moda e trasmette un’idea di incisività e forza, che spesso l’italiano in poche parole non riesce a trasmettere. E’ ovvio che anche noi italiani, con le nostre pubblicità, vorremmo lo stesso effetto che ottengono le grandi aziende con i loro slogan. Il punto è utilizzare l’inglese nella maniera corretta e non rischiare di ridicolizzarsi. Il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un traduttore esperto, meglio se madrelingua, per ottenere degli ottimi risultati. Non riveleremo alcuni degli errori nelle pubblicità, nei siti dedicati al turismo (e non solo), e addirittura nei nomi di alcune aziende.

Vi lasciamo però con due simpatici annunci. Nel primo, offertoci da Trenitalia, troviamo una traduzione a dir poco superficiale, nella quale vengono tradotte le singole parole. Purtoppo messe insieme però, non creano nessun senso. La traduzione corretta sarebbe "Out of order".


In quest'ultima traduzione che troviamo all'interno di una lavanderia, troviamo invece una traduzione che riflette la tipica ridondanza italiana, invece di essere breve e diretta, insomma tipicamente inglese:

Il nostro consiglio quindi, è quello di rivolgersi a traduttori di professione, meglio ancora se madrelingua, per far sì che la propria attività abbia l'immagine di efficacia e serietà che merita nel momento in cui si affaccia al pubblico straniero. Molto spesso infatti Inglesi e americani danno molta importanza a questi dettagli, non certo per pignoleria o senso di sueriorità linguistica, ma perchè il linguaggio è lo strumento che l'uomo utilizza per comunicare idee e significati, e se non riusciamo a trasmettere efficacemente il messaggio che vogliamo lanciare, è difficile che attecchisca, risultando inoltre anche poco attenti verso i valori della propria azienda.

A presto con nuovi interessanti aggiornamenti sulla lingua inglese e il suo utilizzo.


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