Usare parole in inglese a caso non ci rende più smart


Dal caregiver al whistleblower, passando dal CityLife di Milano, lo "shopping district che unisce food, fashion ed entertainment": perché siamo convinti di aver bisogno di parole in inglese per sembrare più moderni e intelligenti?

Annamaria Testa, esperta di comunicazione di Internazionale.it, riprende un argomento faticoso e frustrante, ovvero l'eccesso di termini in inglese in Italia, a partire da una serie di lamentele ricevute da parte dei lettori del giornale.

Si parte dal caregiver, una parola che sta diventando sempre più in voga per riferirsi a coloro che si prendono cura dei famigliari malati.

Al riguardo, ha commentato Enrico Mentana nel suo giornale: “È stato varato un piano di aiuto per chi si prende cura delle persone gravemente inferme in casa. Si usa un termine terrificante, inglese, caregiver, ma cercheremo di non usarlo mai. Questa è una promessa che vi facciamo perché non è difficile dire un aiuto, un’indennità, una sovvenzione per chi cura le persone inferme. Lo possiamo dire molto più chiaramente in italiano”.

E, in effetti, quasi sempre le parole giuste in italiano ce le abbiamo, ma sembra ce le fossimo scordate.

Ad esempio, racconta Testa, di recente è stata approvata la legge di salvaguardia che tutela i lavoratori che denunciano irregolarità nelle aziende. Il termine per riferirsi a queste persone, suggerito dall'Accademia della Crusca, è "allertatore civico"; tuttavia, i media hanno preferito utilizzare il termine anglosassone whistleblower, letteralmente "chi soffia nel fischietto".

Che c'era di male ad accettare il suggerimento della Crusca? Probabilmente niente, ma anche se si tratti di una parola assai difficile di pronunciare per moltissimi italiani, rimaneva sempre più simpatico usare whistleblower.

Non bisogna rinunciare alla varietà che ci offre l'italiano. "Capiamo che non possiamo sostituire parole come lo spread - spiega Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca- ma non capisco perché si debba dire una bella location invece di un bel posto". E noi siamo d'accordo.

Un fresh impasto preparato at the moment

Clamorosa, per chi odia gli anglicismi inutili, la lamentela di un altro lettore del giornale che invia anche le fotografie delle confezioni di pizza napoletana da lui ordinate.

E' chiaro che si è cercato di essere simpatici, ma perché farlo proprio con la pizza napoletana, recentemente dichiarata patrimonio dell'UNESCO?

Che poi, in un mondo in cui la seconda lingua più utilizzata nelle insegne commerciali è proprio l'italiano, perché noi facciamo tutto il contrario?

E' lo stesso caso della Italian Bakery che si trova nel Food District di Porta Nuova a Milano...che senso ha cercare di vantare l'italianità dei nostri prodotti alimentari se poi la mettiamo in inglese?

Le indicazioni per raggiungere l'anderground

Perché d'altronde, se pensavamo di essere super simpatici e di conquistare i madrelingua inglese con i nostri anglicismi, beh, lo stiamo facendo nel modo sbagliato.

Da un lato perché, molto spesso, la nostra pronuncia è sbagliata, sopratutto perché queste parole non vengono utilizzati soltanto dalle persone che hanno fatto un corso di inglese, anzi.

Che poi, i turisti stranieri che vengono in Italia vanno pazzi per andare "in pasticceria" e per raccontare ai suoi amici che hanno mangiato una vera pizza napoletana preparata al momento, e adorano imparare parole in italiano. E noi li offriamo un food district e una bakery?

E poi ci sono le gaffe. Perché quelle in Italia non mancano mai, soprattutto quando si tratta di parlare una lingua che in realtà non si conosce. Come i Tickets for sun motion in una biglietteria automatica della metropolitana a Roma (intendevano "biglietti per sole moto"), oppure il Train to Roma-Porta S.Paolo of hours 8:36 sul cartellone di una stazione di treno o ancora le indicazioni per raggiungere l' anderground.

L'inglese, quando serve, va usato con perizia e se in Italia ancora facciamo tanta fatica a tradurre semplici indicazioni per turisti, faremmo meglio a stare zitti zitti e continuare a parlare in Italiano, una delle lingue più ricche e più amata dagli stranieri.

#englishcourseslecce #corsidiingleselecce

Featured Posts
Recent Posts
Archive
Search By Tags
No tags yet.
Follow Us
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square

 

The Hub - info@thehublecce.com

 © The Hub 2015- All Rights Reserved

Site Design Powered Elaine Waites

corsi di inglese a lecce, scuola di inglese a lecce, lezioni di inglese a lecce, Madrelingua inglese a lecce,The Hub Lecce, Hub lecce, a lecce, inglese a lecce, oxford school lecce, British school lecce, london school lecce,Modern English lecce
corsi di inglese a lecce, scuola di inglese a lecce, lezioni di inglese a lecce, Madrelingua inglese,the hub lecce, the hub, inglese a lecce, oxford school lecce, British school lecce, london school lecce,Modern English lecce
corsi di inglese a lecce, scuola di inglese a lecce, lezioni di inglese a lecce, Madrelingua  inglese a lecce,The Hub lecce, hub lecce, British school lecce, london school lecce,Modern English lecce
corsi di inglese a lecce, scuola di inglese a lecce, lezioni di inglese a lecce, Madrelingua inglese,the hub lecce, the hub, inglese a lecce, oxford school lecce, British school lecce, london school lecce,Modern English lecce